I disturbi al basso tratto urinario come piccole perdite, frequenza minzionale e senso d’urgenza, a volte, ci costringono a prendere decisioni drastiche. Ma è davvero necessario se ci sono modi efficaci per gestire il disturbo?
- Disturbi del basso tratto urinario in perimenopausa: piccole perdite, frequenza minzionale e senso di urgenza
- Piccole perdite e aumento di frequenza-urgenza minzionale: cause e sintomi spiegati dalla ginecologa dott.ssa Claudia Mazzarella
- Carenza estrogenica e disturbi urinari: non solo menopausa!
- Piccole perdite urinarie: quando iniziamo a rinunciare
- I fattori di rischio: peso, stile di vita e alimentazione
- Possibili trattamenti per le situazioni più gravi
- Il supporto nutraceutico: il ruolo di Femal IncoControl nel benessere urinario
- Riabilitazione del pavimento pelvico e rieducazione vescicale
- Quando rivolgersi allo specialista per problemi di perdite, frequenza e urgenza minzionale?
C’è una libertà silenziosa che diamo per scontata: uscire di casa senza pensare dove troveremo e se troveremo un bagno nelle vicinanze, senza pensare a cosa succederà se rideremo con le amiche o accettando di fare una lunga camminata in montagna senza calcolare le soste.
Se hai capito già di cosa stiamo parlando, forse anche tu ti trovi a vivere con piccole perdite urinarie o aumentata frequenza minzionale che ti colgono di sorpresa mentre sei in riunione o bloccata nel traffico. E se la tentazione è quella più semplice, come sempre, ovvero limitarsi (limitare le uscite, limitare i liquidi, limitare la spontaneità), dall’altro lato capisci bene che non è questa la soluzione ai tuoi problemi ma è solo un modo per scansare il problema senza occuparsi di affrontarlo.
Ma davvero dobbiamo rinunciare alla nostra libertà quando esistono soluzioni efficaci per gestire i disturbi del basso tratto urinario?
No. E oggi ne parliamo con la ginecologa dott.ssa Claudia Mazzarella, che affronta quotidianamente questi casi nella sua pratica clinica.
Disturbi del basso tratto urinario in perimenopausa: piccole perdite, frequenza minzionale e senso di urgenza
Quando parliamo di disturbi del basso tratto urinario (LUTS Lower Urinary Tract Symptoms o Sintomi delle Basse Vie Urinarie), ci riferiamo a disturbi come:
- aumento della frequenza minzionale (vai in bagno più di 8 volte nelle 24 ore)
- nicturia (risvegli notturni per urinare)
- senso di urgenza improvvisa
- piccole perdite urinarie incontrollabili
L’aumento della frequenza-urgenza minzionale, conosciuta anche come overactive bladder, è caratterizzato proprio da questo bisogno urgente e improvviso di urinare, che talvolta si associa a episodi di incontinenza. È una questione tutt’altro che rara: interessa circa 22milioni di persone in Europa, con una maggiore incidenza nelle donne, ma solo il 43% si rivolge allo specialista.
E no, non riguarda solo “le donne dopo gli anta”.

Piccole perdite e aumento di frequenza-urgenza minzionale: cause e sintomi spiegati dalla ginecologa dott.ssa Claudia Mazzarella
Un conto è se succede una volta sola e poi mai più. Un conto è dover modificare abitudini e vita quotidiana per colpa di una situazione imbarazzante come quella di dover gestire piccole perdite di urina o sensazioni di urgenza minzionale che obbligano ad avere un bagno sempre a portata di mano.
È chiaro che tutto questo non è normale. Ma per avere idea delle cause, abbiamo chiesto alla ginecologa, la dottoressa Claudia Mazzarella, di aiutarci a capire meglio il perimetro di questi disturbi. Innanzitutto, ciò che la dottoressa ci dice, è che esiste un vero e proprio quadro clinico al quale possiamo riferirci.
“La diagnosi di sindrome da aumentata frequenza-urgenza minzionale viene effettuata dopo un colloquio e una serie di prove cliniche – spiega la dottoressa Mazzarella alla quale chiediamo come riconoscere una situazione di questo tipo – Non esistono test strumentali specifici che la confermino, ma noi ginecologi ci basiamo sulla valutazione dei sintomi e sull’esclusione di infezioni o altre patologie evidenti che potrebbero determinare questo disturbo”.
Secondo la dottoressa, le cause possono essere:
- funzionali
- infiammatorie
- neurologiche
- ostruttive (ad esempio la presenza di calcoli che irritano la vescica)
Quello che può accadere, a livello fisiologico, è la comparsa di contrazioni involontarie del muscolo detrusore (il muscolo della vescica), spesso legate a stimoli infiammatori cronici che sensibilizzano i nervi periferici e probabilmente anche quelli centrali.
Ma qui, spiega la ginecologa, “specialmente nelle donne che sono, più degli uomini, interessate da questo tipo di disturbi, può entrare in gioco anche un altro elemento fondamentale: la carenza estrogenica”.
Carenza estrogenica e disturbi urinari: non solo menopausa!
Hai notato che la vescica sembra più “sensibile”, più reattiva – come dire? – basta poco per scatenare lo stimolo e devi scappare in bagno. Non è suggestione. È biologia.
Siamo abituate ad associare il calo degli estrogeni alla menopausa. Ma la dott.ssa Mazzarella ci ricorda e sottolinea un punto cruciale: “Quando parliamo di carenza estrogenica non ci riferiamo solo alla menopausa. L’assunzione prolungata di pillola contraccettiva o una lunga fase di allattamento possono esporre la donna a livelli estrogenici inferiori rispetto a quelli attesi per l’età.”
Questa condizione può favorire un processo infiammatorio dell’urotelio vescicale, della lamina extracellulare e del muscolo detrusore, simulando una situazione simile a quella che osserviamo nelle donne in menopausa. Ecco perché alcune donne iniziano a manifestare sintomi urinari già in perimenopausa o persino prima.
Piccole perdite urinarie: quando iniziamo a rinunciare
La parte più difficile, spesso, non è la perdita in sé. È quello che cambia nella tua testa. La dottoressa Mazzarella ricorda la frase emblematica di una paziente:
“Non mi preoccupano le vampate. Mi preoccupa di più l’idea di perdere qualche goccia quando non posso fare altro che tenermi la biancheria umida”.
Aveva smesso di andare a teatro. Si sedeva sempre vicino al corridoio per poter scappare in bagno velocemente. Evitava i viaggi lunghi in auto. Una situazione che diventa impegnativa da gestire nel quotidiano, piena di “no, grazie” che pesano tanto. Piccole strategie che sembrano soluzioni. Ma in realtà restringono la tua libertà.
I fattori di rischio: peso, stile di vita e alimentazione
Per fortuna non sono situazioni che riguardano tutte le donne, anche se sono molte quelle che devono gestire queste situazioni. Per questo, abbiamo chiesto alla dottoressa se esistono dei fattori di rischio, oltre alla componente ormonale, che possono favorire la comparsa dei disturbi urinari.
La risposta è stata decisiva: “Esistono certamente dei fattori di rischio che possono peggiorare o predisporre la donna a sviluppare una sintomatologia di urgenza, frequenza o incapacità di contenere la minzione e quindi determinare perdite frequenti”.
Quelle più evidenti sono:
- sovrappeso
- abitudine al fumo e al consumo di alcol (che favoriscono l’infiammazione)
- consumo elevato di zuccheri
- abuso di caffeina
- consumo quotidiano di bevande gassate
Uno stile alimentare non corretto, inoltre, può amplificare l’irritabilità vescicale. La buona notizia? Molti di questi fattori sono modificabili. Piccoli cambiamenti possono ridurre significativamente l’intensità del disturbo.
Possibili trattamenti per le situazioni più gravi
La dott.ssa Mazzarella specifica che esistono molti tipi di approccio ma che devono essere personalizzati in base al quadro generale della paziente.
“Ogni caso è diverso – spiega la ginecologa – Nella mia pratica ho usato nuove tecniche (come laser, radiofrequenza e ossigenoterapia) per migliorare il trofismo dei tessuti e ridurre l’infiammazione, intervenendo in modo mirato quando abbiamo una vera e propria patologia. Ma non è sempre necessario arrivare a questo. Ricordiamoci che gli obiettivi principali devono essere: preservare la qualità dei tessuti e la funzionalità del comparto urogenitale, oltre a ridurre l’infiammazione cronica”.
L’approccio è sempre integrato e cucito sulla persona. Non esiste una soluzione unica. Esiste la soluzione giusta per te.
Il supporto nutraceutico: il ruolo di Femal IncoControl nel benessere urinario
Nei casi in cui i disturbi sono in fase iniziale oppure in chi non vuole o non può ricorrere a trattamenti strumentali o a terapie farmacologiche specifiche, oppure anche come supporto a queste o alla riabilitazione del pavimento pelvico, la dottoressa raccomanda anche un supporto nutraceutico. “In diversi casi clinici ho associato l’utilizzo dell’Estratto purificato di Polline e Estratto di semi di Zucca per migliorare o risolvere la condizione, supportando l’organismo in questa fase di transizione e i risultati sono stati ottimi.”
Queste parole supportano il messaggio che cerchiamo di dare sempre, a tutte le donne, per ogni tipo di disturbo che può essere legato alla menopausa: il punto chiave non è “coprire” il disturbo. È ridurre l’infiammazione, sostenere l’equilibrio generale e migliorare la risposta dell’organismo.
Sempre, naturalmente, dopo un confronto con il proprio ginecologo.
Riabilitazione del pavimento pelvico e rieducazione vescicale
Non dimentichiamo due pilastri fondamentali per preservare al meglio la funzione minzionale:
- la riabilitazione del pavimento pelvico
- la rieducazione vescicale
Allenare il pavimento pelvico può ridurre le perdite da sforzo, mentre la rieducazione aiuta la vescica a non reagire in modo eccessivo agli stimoli. Anche la ginecologa conferma che molte donne scoprono di avere muscoli che non hanno mai imparato a usare correttamente, ma recuperare questa consapevolezza significa anche recuperare controllo.
E controllo significa serenità.
Quando rivolgersi allo specialista per problemi di perdite, frequenza e urgenza minzionale?
È sicuramente il momento di parlarne quando:
- l’urgenza ti crea ansia
- ti svegli più volte durante la notte per andare in bagno
- inizi a evitare attività che ami fare
- le perdite, anche lievi, ti limitano nelle attività quotidiane e diventano frequenti (durante lo sport, quando starnutisci, se sollevi un peso, se ridi)
Prima si interviene, migliori sono i risultati. La diagnosi precoce permette di escludere infezioni, calcoli o altre patologie e di impostare un percorso mirato.
Non rinunciare: informati
Se sei in perimenopausa, i disturbi minzionali potrebbero essere un compagno scomodo, che arriva insieme ad altri disturbi come vampate e insonnia. Trascurare la tua salute generale, anche in presenza di piccoli disturbi, è una resa.
Ricorda che sei in una fase di transizione e il tuo corpo sta cambiando. Ma questo non significa che debba comandare lui o che tu debba sopportare perché, per l’appunto, si tratta di una fase naturale della vita di ogni donna.
Se ti riconosci in questo articolo o in altri descritti nel nostro blog, fai un passo verso di te. Parla con il tuo ginecologo e chiedi una valutazione completa. Informati sulle possibilità che hai. La libertà non è un dettaglio. È potersi muovere nel mondo senza paura. E tu non devi limitarti.


