Avere sempre sonno: quando c’entrano gli ormoni

avere sempre sonno

Avere sempre sonno in perimenopausa può dipendere anche dagli ormoni. Scopri perché succede e come ritrovare notti più serene.

Aprile: fuori gli uccellini cantano, le giornate si allungano, la natura si risveglia… e tu vorresti solo diventare tutt’uno con il divano. Altro che primavera, altro che rinascita, altro che “facciamo una passeggiata che c’è una luce meravigliosa”. Tu hai sonno. Sempre. Al mattino, dopo pranzo, alle cinque del pomeriggio, durante una riunione, davanti alla lavatrice, mentre qualcuno ti racconta una cosa “brevissima” che dura venti minuti.

E magari te lo dici pure con un filo di senso di colpa: “sono stanca”. Prima di accusarti ingiustamente, fermiamoci un attimo. Perché avere sempre sonno, soprattutto dopo i 40 anni, può avere a che fare anche con gli ormoni.

In perimenopausa, cioè in quella fase di passaggio che precede la menopausa, estrogeni e progesterone iniziano a fluttuare. E quando gli ormoni fanno su e giù come un ascensore impazzito, il sonno può diventare più leggero, frammentato, meno ristoratore. Risultato? Tu magari passi anche sette ore a letto, ma il mattino dopo ti senti come se avessi dormito su una sedia pieghevole in aeroporto.

Avere sempre sonno in perimenopausa: perché succede?

La perimenopausa è una fase naturale, ma questo non significa che sia sempre e per tutte noi una passeggiata. Il corpo sta riorganizzando i suoi equilibri ormonali e questo può riflettersi su energia, umore, concentrazione e qualità del sonno.

Gli estrogeni, per esempio, hanno un ruolo importante nella regolazione della temperatura corporea, dell’umore e anche del ritmo sonno-veglia. Quando iniziano a oscillare, possono comparire vampate di calore, sudorazioni notturne, risvegli improvvisi e quella sensazione molto poco poetica di “ho dormito, ma non mi sono ricaricata”.

Anche il progesterone fa la sua parte. È un ormone che, tra le altre cose, può favorire rilassamento e sonno. Quando cala o diventa meno stabile, potresti notare una maggiore difficoltà ad addormentarti, un sonno più nervoso o risvegli nel cuore della notte con la mente che parte in modalità “facciamo l’elenco di tutti i problemi dal 1998 a oggi”.

Il punto è proprio questo: non sempre la stanchezza nasce dal dormire poco. A volte il problema è più dormire male.

Prendersi cura del sonno è un gesto di benessere a 360 gradi

Dormire bene non serve solo a sentirsi meno stanche il giorno dopo. Il sonno è uno dei grandi “manutentori silenziosi” del nostro equilibrio generale: aiuta il corpo a regolare pressione arteriosa, metabolismo, infiammazione e risposta allo stress.

Per questo, soprattutto in perimenopausa, proteggere il riposo notturno è una forma concreta di cura di sé. Senza allarmismi, ma con consapevolezza: se il sonno si fa più fragile, vale la pena ascoltare questo segnale e non minimizzarlo, anche perché una buona qualità del riposo è considerata importante anche per la salute cardiovascolare e anche generale.

Stanchezza e sonnolenza: il corpo non fa i capricci, chiede ascolto

Ti senti più rallentata, meno brillante, meno “sul pezzo”. Una volta facevi mille cose senza pensarci troppo, adesso invece anche scegliere cosa cucinare sembra una decisione da consiglio di amministrazione.

Questo non vuol dire che tu sia cambiata “in peggio”. Vuol dire che il corpo sta chiedendo ascolto. La sonnolenza continua può essere il risultato di tanti fattori che si sommano: oscillazioni ormonali, sonno interrotto, stress, alimentazione disordinata, poca attività fisica, carenze nutrizionali o giornate troppo piene. Chiediamo al corpo di funzionare come una macchina efficientissima, ma non ci occupiamo mai dei suoi aggiornamenti: può andar bene? No!

E così, quando arriva la perimenopausa e la notte diventa meno lineare, invece di domandarci come fare per dare al corpo ciò di cui ha bisogno per star meglio, ci occupiamo a fare tutto come al solito in una testarda ostinazione e resistenza al cambiamento.

E allora ti addormenti, ma ti svegli più volte. Magari ti scopri e ti ricopri. Magari senti caldo, poi freddo, poi caldo di nuovo. Magari ti svegli alle quattro e inizi a pensare a una mail, alla spesa, alla tinta, alla visita da prenotare, alla frase che avresti dovuto dire tre giorni fa. E il giorno dopo? Caffè. Poi altro caffè. Poi “oggi è una giornata storta”. Un grande classico.

Cosa puoi fare per rompere questo circolo vizioso?

Sempre stanca e con sonno: quando preoccuparsi?

Prima di andare alla soluzione, però, bisogna specificare una cosa. Avere sempre sonno può essere fisiologico per un periodo ma è una manifestazione che non va ignorata, soprattutto se la sensazione è intensa, improvvisa o dura ormai da settimane. Gli ormoni non sono l’unica spiegazione possibile.

Se la stanchezza è molto forte vale la pena parlarne con il medico o con il ginecologo, se interferisce con lavoro e vita quotidiana, se compare insieme a palpitazioni, fiato corto, tristezza persistente, perdita di peso improvvisa, russamento importante o risvegli per una sensazione di mancanza d’aria, allora è importante parlarne con chi può consigliare un percorso più specifico.

A volte dietro la sonnolenza possono esserci problemi tiroidei, carenze vitaminiche o alterazioni glicemiche, oltre a problematiche di tipo meccanico come apnee notturne o difficoltà per malformazioni del setto nasale, ma anche di tipo psicologico, ad esempio l’ansia.

È importante, in ogni caso non allarmarsi, ma nemmeno fare l’eroina del “passerà”. La strategia “resisto e mi lamento in silenzio” non ha mai vinto premi per il benessere femminile.

Cosa fare se hai sempre sonno?

Veniamo alle soluzioni.

La prima cosa è osservare. Non in modo ossessivo, ma con un minimo di gentilezza investigativa. Quando ti senti più stanca? Dormi male in alcuni periodi specifici (ad esempio prima del ciclo)? Ti svegli sudata? Hai più sonno nei giorni di maggiore stress? Bevi caffè nel pomeriggio? Usi lo smartphone a letto?

La seconda cosa è agire con piccoli cambiamenti alla routine che possono aiutare già da soli, a patto di mantenere questi approcci per almeno due mesi: avere orari regolari, alleggerire la cena, ridurre caffeina e bandire l’alcol sin dalle ore pomeridiane, creare una routine rilassante prima di dormire, tenere la camera fresca, muoversi durante il giorno e cercare di esporsi alla luce naturale al mattino. Sembra la solita lista da brava persona equilibrata, lo so. Ma funziona più di quanto vorremmo ammettere.

E poi c’è un altro punto importante: in questa fase della vita può essere utile scegliere un supporto mirato per accompagnare il riposo notturno.

Femal Notte: un aiuto per ritrovare notti più serene

Quando la perimenopausa porta con sé sonno leggero, risvegli e stanchezza diurna, può essere utile affiancare alle buone abitudini un prodotto pensato proprio per questa esigenza.

Femal Notte nasce per accompagnare il benessere femminile durante la notte, in una fase in cui il riposo può diventare più fragile. Non è una bacchetta magica – se lo fosse, la useremmo anche per piegare le lenzuola con gli angoli – ma può diventare parte di una routine serale più attenta, insieme a uno stile di vita regolare e al confronto con il ginecologo quando i disturbi diventano frequenti o fastidiosi.

Perché dormire meglio non è un lusso. È una base. E quando riposi meglio, spesso cambia tutto: l’umore è meno ballerino, la concentrazione torna più disponibile, la pazienza con il mondo migliora sensibilmente. Persino con chi mastica rumorosamente. Forse.

femal notte pack
Logo-femal-notte

Notti serene,
giornate piene

Quando la qualità del sonno è il disagio più importante fra i disturbi della perimenopausa

FAQ su avere sempre sonno e ormoni

Avere sempre sonno può dipendere dalla perimenopausa?

Sì, può succedere. Durante la perimenopausa le oscillazioni di estrogeni e progesterone possono influenzare la qualità del sonno, favorire risvegli notturni, sudorazioni e una stanchezza più marcata durante il giorno.

Perché dormo ma mi sveglio stanca?

Perché non conta solo quante ore dormi, ma anche come dormi. Se il sonno è frammentato, leggero o disturbato da vampate, pensieri, sudorazioni o risvegli frequenti, il corpo può non recuperare davvero.

Gli ormoni possono causare insonnia?

Sì, le variazioni ormonali possono contribuire a rendere il sonno più instabile. In perimenopausa molte donne riferiscono difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni o sonno poco ristoratore.

Quando la sonnolenza deve essere valutata dal medico?

Quando è intensa, dura a lungo, peggiora improvvisamente o si associa ad altri segnali come affanno, palpitazioni, tristezza persistente, ciclo molto abbondante, russamento forte o risvegli con fame d’aria. In questi casi è importante approfondire.

Cosa posso fare la sera per dormire meglio?

Puoi creare una routine semplice: cena leggera, meno schermi prima di dormire, camera fresca, orari regolari, niente caffè nel tardo pomeriggio e un momento di decompressione prima di andare a letto. Anche un supporto specifico come Femal Notte può inserirsi in questa routine.

Condividi questo articolo:

Ti potrebbe anche interessare:

I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medical Advisor Femal (2023 - oggi)

Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università degli Studi di Bergamo

MSL & Medical Advisor Shionogi (2020 - 2023)

Medical Advisor Shionogi WH

MSL & Medical Advisor Shionogi WH (agosto 2018 - settembre 2020)

Magazine femal img

Scopri il Magazine PiùMe

Iscriviti alla nostra newsletter e leggilo subito gratuitamente!

Ti stiamo reindirizzando sul sito partner efarma.com dove potrai effettuare l'acquisto.
è verificato e sicuro!
Sarai reindirizzato tra... 5 sec