La spazzola si riempie più del solito e ti chiedi se sia l’estate o se ci sia qualcosa di più. Spesso è tutt’e due: ecco perché succede e quando vale la pena approfondire.
- Perdere più capelli dopo l’estate è normale?
- E in perimenopausa, è normale la caduta dei capelli?
- Il benessere generale che aiuta anche i capelli
- Attenzione ai trattamenti aggressivi (e ripetuti)
- Quando non è (solo) stagione: i segnali da non ignorare
- Femal e il benessere quotidiano in perimenopausa
- FAQ sulla caduta dei capelli in perimenopausa
Ti asciughi i capelli e ne resta una piccola matassa nella spazzola; ne ritrovi qualcuno sul cuscino, altri nello scarico della doccia. Parte quel pensiero che conosci bene: “ne sto perdendo troppi?”
Prima di preoccuparti, bisogna dirlo ognuno perde fisiologicamente fra i 50 e i 100 capelli ogni giorno (lo dice uno studio dermatologico) un numero che, con la stagionalità, potrebbe anche aumentare, vuol dire: capita a tutte.
D’altra parte, però, anche gli sbalzi ormonali possono avere a che fare con un’intensificata caduta dei capelli. Forse ti sarà capitato durante l’allattamento o in altri momenti “particolari” della tua vita, in presenza di forte stress, ad esempio.
Capire se ciò che ti sta succedendo è normale, se c’entra la perimenopausa e se la situazione dei tuoi capelli merita uno sguardo in più è fondamentale per la tua tranquillità. In questo articolo ti spieghiamo tutto.
Perdere più capelli dopo l’estate è normale?
Sì, ed è più comune di quanto sembri. Perdere fino a un centinaio di capelli al giorno rientra nella norma: fa parte del naturale ricambio, in cui i capelli “a riposo” cadono per lasciare spazio a quelli nuovi.
Questo ricambio ha un ritmo stagionale documentato. Diversi studi tricologici e un’analisi su British Journal of Dermatology (2018) rilevano che la caduta raggiunge il picco tra fine estate e inizio autunno, quando è massima la quota di capelli in cosidetta fase di riposo: molto spesso la caduta visibile è il segno che una ricrescita sta arrivando, perché il capello nuovo spinge fuori quello vecchio ormai a fine ciclo. E quando la causa è un fattore temporaneo – lo stress dell’estate, il sole, la salsedine – la fase di caduta più intensa tende a esaurirsi nell’arco di poche settimane. Tradotto: quella sensazione di perderne di più a settembre-ottobre non è un’impressione, è normalità.
E in perimenopausa, è normale la caduta dei capelli?
Qui entra in gioco il secondo fattore. Intorno ai 45 anni i valori degli estrogeni prodotti dal nostro corpo iniziano a scendere, così come quelli di altri ormoni; questi fattori possono avere un ruolo anche sulla densità e sulla solidità dei capelli perché normalmente contribuiscono a tenere la chioma nella sua fase di crescita più a lungo.
In perimenopausa possono succedere alcune cose legate agli equilibri ormonali che cambiano:
- gli estrogeni aiutano il capello a restare più a lungo nella fase di crescita e a ritardarne la caduta. Quando diminuiscono, più capelli possono smettere di crescere prima del previsto e cadere: la chioma può apparire meno folta, perdere volume e mostrare una riga più larga
- cambia anche l’ambiente in cui cresce il capello. La pelle intorno alla radice può perdere parte del collagene, dell’elasticità e del sostegno che aiutano il follicolo a lavorare bene. Anche l’arrivo di ossigeno e sostanze nutritive può diventare meno efficiente: i capelli possono così crescere più lentamente ed essere più sottili e fragili
- il follicolo può diventare meno efficiente nel produrre e usare l’energia necessaria alla crescita. In parole semplici, la “fabbrica” del capello può lavorare con più fatica e produrre capelli meno robusti
- gli ormoni maschili non aumentano necessariamente; diminuendo gli estrogeni, però, il loro peso relativo può diventare maggiore. Nelle donne predisposte questo può far sì che alcuni capelli diventino progressivamente più fini e che il diradamento sia più visibile, soprattutto nella parte centrale della testa
È il motivo per cui, in perimenopausa, la caduta stagionale può sembrare più marcata o più lenta a rientrare rispetto agli anni precedenti: non dipende da un solo cambiamento. Possono modificarsi insieme la durata della crescita, il sostegno della pelle intorno alla radice, l’arrivo dei nutrienti, l’energia disponibile e l’equilibrio tra gli ormoni. Il risultato può essere una chioma meno folta, voluminosa e resistente. La stagione fa la sua parte e i cambiamenti ormonali possono amplificarla. Non è la tua immaginazione, ed è una fase che condividi con moltissime altre donne.
Se vuoi capire più a fondo come cambia la chioma in questi anni, ne parliamo qui: il benessere dei capelli in premenopausa.
Il benessere generale che aiuta anche i capelli
I capelli riflettono lo stato generale del corpo: prendersi cura di sé, in questa fase, è la strategia più concreta anche per la chioma. Nessuna formula miracolosa, ma abitudini che fanno la differenza nel tempo:
- A tavola, i mattoni giusti. Proteine, ferro, zinco e vitamina D sono materia prima del capello (e non solo!). Pesce, uova, legumi, verdure a foglia verde e frutta secca non dovrebbero mai mancare nella dieta perché aiutano a non far mancare nulla, in testa come su tutto il corpo.
- Il sonno conta più di quanto pensi. Un riposo regolare sostiene i processi di rinnovamento del corpo, capelli inclusi. E in perimenopausa dormire bene non è scontato: se il sonno è disturbato, affrontarlo è utile su più fronti.
- Gentilezza meccanica. Calore aggressivo, spazzolate energiche specialmente sul capello bagnato (ma non solo!), acconciature che tirano: piccoli stress quotidiani che sommati indeboliscono. Asciugatura tiepida e pettini a denti larghi sono alleati silenziosi.
- Gestire lo stress. Lo stress prolungato è tra i fattori che possono spingere più capelli nella fase di caduta. Movimento all’aperto, respiro, tempo per sé non sono un lusso: sono parte della cura.
Nessuno di questi gesti “ferma” da solo la caduta ormonale, ma insieme creano le condizioni migliori perché la chioma attraversi questa fase nel modo più sereno possibile.
Attenzione ai trattamenti aggressivi (e ripetuti)
C’è una causa di indebolimento che spesso passa inosservata, perché non dipende dagli ormoni ma da ciò che facciamo ai capelli. Tinte, decolorazioni, schiariture, stirature e pieghe con calore elevato, se frequenti e ravvicinate, shampoo troppo aggressivi o non specifici possono danneggiano la struttura del capello: non lo fanno cadere dalla radice, ma lo rendono fragile lungo il fusto, fino a spezzarlo. Il risultato che vedi allo specchio è simile – una chioma meno folta – ma l’origine è diversa.
In perimenopausa questo effetto può farsi sentire di più. Il capello, già tendenzialmente più sottile e secco per via dei cambiamenti ormonali, è più delicato e sopporta meno gli stress ripetuti. È il classico caso in cui due fattori si sommano: la fragilità di fondo e il trattamento aggressivo che la mette alla prova.
Non serve rinunciare al colore o alla piega, bastano alcune accortezze:
- Diminuire, se possibile, la frequenza di decolorazioni e schiariture, i trattamenti più stressanti per il fusto
- preferire, quando possibile, colorazioni più delicate e tonalità vicine al naturale, che richiedono meno ritocchi
- proteggere sempre i capelli dal calore diretto con un prodotto termoprotettivo, e tenere piastra e phon a temperatura moderata
- concedere ai capelli pause e nutrimento con maschere e impacchi che aiutano a mantenere il fusto elastico.
Prendersi cura della chioma, in questa fase, vuol dire anche assecondarla un po’ di più: piccoli aggiustamenti che le permettono di restare forte senza rinunciare a sentirti come vuoi.
Quando non è (solo) stagione: i segnali da non ignorare
La gran parte delle cadute post-estive rientra da sé. In alcuni casi, però, è giusto farsi guardare da un dermatologo (eh no, non basta il parrucchiere, anche se molto bravo!). Prenota un consulto se noti:
- chiazze rotondeggianti dove il capello è assente del tutto
- un diradamento progressivo sulla riga o sulla sommità del capo che non si arresta
- una caduta abbondante che continua ben oltre i mesi autunnali, senza segni di ricrescita
- prurito, dolore, arrossamento o desquamazione del cuoio capelluto
- la caduta insieme ad altri cambiamenti – stanchezza marcata, unghie fragili, pelle molto secca – che possono suggerire un controllo della tiroide o dei valori di ferro e vitamina D.
In questi casi lo specialista può capire se si tratta di qualcosa di diverso dalla semplice caduta stagionale e indicarti gli accertamenti giusti. Un esame del sangue mirato o una visita tolgono molti dubbi, e prima si guarda meglio è.
Femal e il benessere quotidiano in perimenopausa
Un chiarimento onesto: Femal non è un trattamento per la caduta dei capelli. Su quel fronte contano alimentazione, stile di vita e, quando serve, il parere del dermatologo.
Femal però può aiutarti nella fase pre-menopausale che stai attraversando. È un integratore alimentare a base di estratto purificato di polline, 100% di origine vegetale e privo di principi ormonali o fitormonali. Una capsula al giorno allevia i cinque disturbi più comuni di questa fase: vampate di calore, sudorazioni notturne, disturbi del sonno, stanchezza e irritabilità.
Il senso è questo: mentre ti prendi cura della chioma con dieta, riposo e piccoli accorgimenti, Femal può darti una mano sul benessere generale della perimenopausa. Obiettivi diversi, che però camminano nella stessa direzione: sentirti meglio, giorno dopo giorno.
Disturbi della Menopausa?
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FAQ sulla caduta dei capelli in perimenopausa
Quanti capelli è normale perdere al giorno?
Perderne fino a un centinaio al giorno rientra nella norma e fa parte del naturale ricambio. La quantità può sembrare maggiore tra fine estate e inizio autunno, quando il ricambio raggiunge fisiologicamente il suo picco stagionale.
Perché in perimenopausa i capelli cadono di più?
Perché, con la diminuzione degli estrogeni, più capelli possono rallentare la crescita ed entrare prima nella fase che precede la caduta. Allo stesso tempo cambiano il sostegno e il nutrimento della radice e, in alcune donne, diventa più evidente l’effetto degli ormoni maschili: così i capelli possono cadere di più e ricrescere più sottili e fragili.
La caduta dei capelli dopo l’estate quanto dura?
Quando dipende da fattori temporanei, come lo stress estivo o il ricambio stagionale, la fase di caduta più intensa tende a esaurirsi nell’arco di alcuni mesi, spesso accompagnata da una nuova ricrescita. Se prosegue a lungo senza segni di miglioramento, è opportuno rivolgersi a un dermatologo.
Cosa mangiare per rinforzare i capelli in menopausa?
Puntare su alimenti che forniscono proteine, ferro, zinco e vitamina D — come pesce, uova, legumi, verdure a foglia verde e frutta secca — aiuta a sostenere il capello. L’alimentazione non ferma la caduta ormonale, ma crea le condizioni migliori per la salute della chioma.
Quando la caduta dei capelli deve preoccupare?
È bene sentire un dermatologo se compaiono chiazze prive di capelli, un diradamento progressivo su riga o sommità del capo, prurito o dolore del cuoio capelluto, oppure se la caduta si accompagna a stanchezza, unghie fragili o pelle molto secca. In questi casi lo specialista valuterà se servono accertamenti, ad esempio su tiroide, ferro e vitamina D.

