La fatica invisibile delle donne: il carico mentale tra 40 e 50 anni (e la perimenopausa ci mette lo zampino)

sovraccarico mentale femminile

Il trittico famiglia-casa-lavoro non comprende quasi mai un po’ di tempo solo per noi stesse. E invece dovremmo imparare a prendercelo tutto.

C’è un momento (magari ti capita a cicli) in cui senti l’onda arrivare, fai tutto, tieni insieme tutto, e poi ti ritrovi a chiederti se valga davvero la pena di impegnarti così tanto per gestire da sola, sempre, tutto: lavoro–figli–casa. Non è melodramma: è lucidità. È voglia di solitudine che non c’è mai veramente e completamente, perché quel retropensiero sui panni ancora in lavatrice o sulla scadenza dell’abbonamento della palestra di tuo figlio è là sempre, e non ti lascia mai sola, come un rumore di fondo.

Ecco: il carico mentale non è avere tante cose da fare ma avere troppe cose in testa. E se, insieme, arriva anche una stanchezza più fisiologica legata alla transizione della perimenopausa, il mix può diventare… insopportabile.

Cos’è davvero il carico mentale (e perché ti sfinisce anche se “non hai fatto niente”)

Il carico mentale è quel lavoro invisibile fatto di:

  • ricordare (scadenze, visite, regali, spesa, chat scuola),
  • anticipare (cosa serve, cosa può andare storto),
  • pianificare e coordinare (agenda di tutti, incastri, imprevisti),
  • decidere (anche micro-decisioni: mille al giorno).

È un fenomeno tanto vero e impattante da essere argomento di interesse scientifico.

Il fatto è che spesso non si vede. Se lavi i piatti si nota. Se tieni in testa che domani servono i pantaloni neri per la recita e devi ricordarti della quota per il regalo di classe, nessuno lo sa. Però il cervello paga il conto.

E no: non è “sei fatta così” o “sei ansiosa”. È cognitive labor (lavoro cognitivo) ed è studiato anche nella ricerca sociale, soprattutto per come tende a distribuirsi in modo sbilanciato nelle famiglie.

Combo “carico mentale + perimenopausa”: non farla diventare una bomba

Tra 40 e 50 anni molte donne vivono contemporaneamente responsabilità lavorative più alte, figli in età intensa (figli grandi, guai grandi, come dice il proverbio), genitori che invecchiano e iniziano ad aver bisogno di un supporto maggiore e, fisiologicamente, meno forze ed energie.

Un periodo sicuramente complesso, in mezzo al quale può arrivare la perimenopausa, con oscillazioni ormonali che possono influenzare, oltre all’energia, anche il sonno, l’umore, la capacità di concentrazione.

Questo non deve indurti a pensare che sia colpa degli ormoni e che quindi tu non puoi farci niente se non stringere i denti e sopportare (che brutta parola!). Questo è il momento della consapevolezza: devi renderti conto che è arrivato il momento di pretendere meno da te stessa; se continui a voler fare sempre tutto, ti sentirai sempre inadeguata, come in una maratona con lo zaino pieno.

Quindi, cosa fare?

Stanchezza mentale, brain fog e memoria “a buchi”: no, non stai perdendo colpi

Se ti capita di dire:

  • “Ho la testa piena ma non mi concentro”
  • “Entro in una stanza e dimentico perché”
  • “Mi sembra di essere annebbiata”
  • “Mi stanco anche solo a pensare”

…sappi che i disturbi cognitivi soggettivi (come la classica “brain fog”) sono molto comuni nella transizione menopausale, e la letteratura li riconosce.

E attenzione: per queste sensazioni, spesso il vero regista non è “il cervello che non funziona”, ma gli ormoni che in tutto questo hanno un ruolo cruciale:

“Sono stanca ma non posso fermarmi”: quella strana solitudine, piena di gente

Qui entra quella solitudine particolare: non sei sola fisicamente, anzi sei circondata. Ma ti senti come se stessi portando il peso del mondo da sola.

Mini-story (realistica):

Chiara, 46 anni, lavoro pieno, due figli, madre da accompagnare a visite. Una sera si siede e scoppia a piangere. Non per un “dramma”: per un messaggio al quale ha dimenticato di rispondere. “Sono ridicola”, pensa. In realtà è solo esausta. Da mesi dorme male, si sveglia alle 4, e la sveglia coincide con il loop della lista mentale delle cose da ricordare.

Questa è la fatica invisibile: ti fa sentire sbagliata mentre sei solo sovraccarica.

Come alleggerire il carico mentale: 7 mosse pratiche (senza sensi di colpa)

1) Torna all’agenda cartacea e prenditi mezz’ora per compilarla

Scrivi tutto: non solo “fare spesa”, ma pensare alla spesa, controllare cosa manca, decidere i pasti, ricordarsi il detersivo. Sembra inutile, ma non lo è. Devi solo iniziare. Quando? Ad esempio, al mattino, appena sveglia, mentre aspetti che esca il caffè, oppure trova una “tua” sacra e benedetta mezz’ora: puoi farcela. Quando la individui, comunica alla famiglia che in quel lasso di tempo non vuoi essere disturbata.

2) Delega la responsabilità, non il compitino

Esempio: “Puoi portare tu Francesca a danza domani?”, oppure “Mi aiutate a sparecchiare?”. Qui l’approccio è sbagliato. Perché solo la delega vera ti libera spazio in testa.

Quindi l’approccio può essere: “alla danza di Francesca penso io, tu occupati di tutto ciò che riguarda il calcio di Giorgio”, questo significa anche il gruppo WhatsApp dei genitori, le divise, gli allenamenti, le quote. Stessa cosa: i tuoi figli, il tuo compagno, non devono aiutarti a sparecchiare. Sparecchiare è un affare di famiglia, collettivo, non è compito solo tuo. Quindi, puoi stabilire dei turni settimanali. Quando non tocca a te, sarai libera di alzarti e lasciare tutto com’è.

3) Riduci le micro-decisioni (sono benzina sul fuoco)

“Cosa mangiamo oggi?” Almeno due volte al giorno questa domanda tortura milioni di donne in tutto il mondo e crea sovraccarico, ansia, distrazione. Oggi c’è il delivery o il take-away (cioè le consegne a domicilio oppure il ritiro di pasti pronti che in molti Paesi sono diventati un fenomeno costante), ma non si può sempre, anche – meramente – per una questione di salute. Quindi, usa dei trucchi intelligenti:

  • preparati almeno 5 pasti “salvavita” sempre pronti, già “pensati”, perché basta quello. Esempio? Uovo fritto con insalata, una pasta fredda col tonno, qualcosa alla quale non devi pensare, è già là.
  • Prepara una lista spesa standard e, per non soffrire la noia alimentare, magari una volta a settimana concediti un take-away.
  • Outfit base per giorni-no nei quali non hai nemmeno la forza di abbinare le cose.

Vedrai: il cervello ringrazierà.

4) No, no, no. Non è egoismo, è salvaguardia

Se stai entrando nella fase “sono sempre in allerta”, serve una regola: ogni giorno un confine piccolo ma reale.

Imparare a dire di no è vitale. Salvaguarda il nostro spazio privato. Quella “famosa” mezz’ora della quale abbiamo parlato nel punto uno, quella mezz’ora benedetta, ad esempio, deve restare immacolata e tua. Se qualcuno fissa un appuntamento in quell’orario avrà una sola risposta: no.

Vedi? È semplice.

5) Recupero: 10 minuti contano (se sono veri)

NSR, Nervous System Reset. Durante le giornate affollate hai bisogno di questo. Non ci vuole tanto, basta prendersi dieci minuti per una camminata breve senza telefono o per una doccia calda restando un po’ sotto l’acqua, con gli occhi chiusi.

6) Igiene del sonno prima di tutto (perché senza, il carico mentale raddoppia)

Se dormi male, tutto pesa di più e ti sembra di non farcela. La stanchezza diventa anche fisica e potrebbe essere davvero complessa da gestire. E il sonno può peggiorare in perimenopausa, anche se non hai mai avuto grandi problemi.

In questi casi devi prendere provvedimenti adatti al momento che stai attraversando. “Tisana e Speranza” vanno bene per le ragazzine alle prese con l’ansia da esame, non sono adatte a te che devi ricondurre i tuoi disturbi del sonno al disequilibrio ormonale che la preparazione alla menopausa ti sta causando.

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Notti serene,
giornate piene

Quando la qualità del sonno è il disagio più importante fra i disturbi della perimenopausa

7) Chiedi aiuto “prima”, non quando sei già a terra

Un consulto con un ginecologo esperto può aiutarti a capire cosa sta succedendo (e cosa puoi fare). A volte basta il supporto di un integratore mirato per ritrovare benessere e vitalità.

Un supporto in più dalla natura: un integratore per cinque disturbi

Nella famiglia Femal si parla spesso di come, in questa fase, alcune donne cerchino soluzioni non ormonali per i disturbi più comuni, soprattutto quando il tema centrale è: “mi sento stanca, sovraccarica, irritabile, e dormo male”. È un periodo complesso, lo diciamo sempre, ma ogni donna può trovare il Femal più adatto.

Se stai meglio, sei più energica.

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I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Medical Advisor Femal (2023 - oggi)

Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano

Dottore in scienze motorie

PhD, docente presso Università degli Studi di Bergamo

MSL & Medical Advisor Shionogi (2020 - 2023)

Medical Advisor Shionogi WH

MSL & Medical Advisor Shionogi WH (agosto 2018 - settembre 2020)

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